e poi ogni tanto arriva il buio

non può sempre essere il giorno perfetto, ci ho messo degli anni a capirlo ma ormai lo do per assodato da un po’.
a volte capita di svegliarsi la mattina e semplicemente è una giornata no perché basta un guizzo della mente nella direzione sbagliata e riportarla sulla retta via è difficile, se non a volte impossibile.
un po’ come quando da ex fumatore fai due tiri convinto che tanto non ti facciano nessun effetto. cinque minuti dopo sei al tabacchi: è più forte di te.

ci sono volte in cui hai tutte le ragioni a essere incazzato nero col mondo e paradossalmente quelle sono le volte migliori. sono più semplici da gestire perché c’è un qualcuno – o un qualcosa – con cui prendersela e sul quale riversare tutta la rabbia, la tristezza e il dolore che il tuo corpo da solo è in grado di produrre.
questa è una di quelle volte lì, uno di quei giorni lì, quando tutte le cattive notizie sembrano aver organizzato un party nelle tue 24 ore, quando le risposte che aspettavi sembrano tutte negative e, da cosa nasce cosa, finisci per pensare a tutti i momenti peggiori del passato e ad immaginare tutti gli scenari peggiori per il futuro.
passi dal mettere in discussione tutto te stesso al rimproverarti di averlo fatto, dal fissare un punto vuoto fantasticando ipotesi impossibili a desiderare finali apocalittici per il malcapitato di turno. a volte poi ti senti una vittima – non fai la vittima – di un sistema, della società, delle decisioni politiche, del comportamento di qualcuno, delle scelte di qualcun altro, delle tue di scelte. tutto si trasforma in una ingiustizia, tutti in incompetenti, il mondo intero in un contenitore di spazzatura umana.

buio

altre volte invece ci si sveglia grigi semplicemente senza motivo alcuno. quando qualcuno con cui prendersela in realtà non c’è, quando nulla di particolare è successo, se non che il tuo cervello e la sua apatia sono passati a salutarti. senza un capro espiatorio si annulla anche lo sfogo e l’angoscia si protrae incerta sul quando abbandonarti. e non ti rendi conto che stai solo perdendo del tempo prezioso per essere felice.
e io ogni volta che qualcosa di brutto, piccolo o grande che sia, finisce per accadermi riprometto alla me stessa di colore grigio che non le farò vedere mai più la luce, chè non se la merita di certo mica, salvo poi però incontrarla di nuovo passata la bufera.

quando ero ancora un’adolescente pensavo che questo buio che mi raggiungeva all’improvviso fosse riconducibile ai miei ormoni instabili da quindicenne (ero troppo avanti) ma la verità è che crescendo passa solo un po’.
la diversità sta solo nell’esperienza: nell’imparare che prima o poi passa.
a volte serve del cioccolato o un hamburger o una sfilza di bicchieri di vino, meglio ancora una corsa di qualche km o l’amica di turno che ti ascolta annuendo, sta dalla tua parte e ti abbraccia forte – se sei di quelli che si fanno abbracciare, che io ci sto lavorando sopra perché non è così facile come tutti dicono.

questo post è per voi: se state vedendo nero, in quel nero capita che ci sia anche io.
chissà mai che unendo un po’ di bui riusciamo a creare della luce.

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