cracovia: collina di wawel, ancora pierogi e la fabbrica di schindler

il nostro secondo giorno a cracovia è iniziato con tutta la calma di questo mondo, stiracchiandoci nel letto increduli di essere riusciti a dormire fino alle nove.
arrivati nella sala della colazione dell’albergo siamo rimasti decisamente stupiti davanti alla proposta principale, ovvero: l’insalata russa. certo, c’erano anche altre due insalate pasticciate strane e poi c’era del prosciutto e i pomodori e chilate di cetrioli e formaggio e crauti ovviamente.
temerari si ma non esageriamo, ci siamo quindi lanciati su pane e crema di cioccolato e un bel tè caldo che i pierogi ripieni di fagioli del giorno prima erano ancora lì a farci ciao ciao con la manina.
dopo esserci rifocillati ci siamo avviati a piedi verso la collina di wawel, sopra la quale abbiamo visitato il castello reale e la cattedrale. è un complesso abbastanza vasto, molto bello, dal quale si gode di un meraviglioso panorama sulla vistola. appena superata la cancellata di ferro c’è la biglietteria, un solo sportello per tutte le attrazioni disponibili, che hanno fra l’altro un tot di ingressi giornalieri massimi, e vanno dalla state room agli appartamenti reali, dal tesoro della corona fino alla grotta del drago ma senza dimenticarsi della dama con l’ermellino del nostro leonardo. per vederla è possibile fare il biglietto direttamente nella sala che la ospita, che purtroppo è quasi nascosta all’interno di un chiostro. ma non demordete, ne vale la pena.
se poi siete degli amanti delle cose kitsch da non perdere è la grotta del drago, raggiungibile scendendo 150 ripidi gradini a chiocciola per sbucare sulle rive della vistola dove vi attenderà un drago di ferro che sputa fuoco.

risotti & dintorni - cracovia

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arrivata l’ora del pranzo, siamo tornati verso il centro della città vecchia e ci siamo fermati da stare mury per tentare di riconciliarci con i pierogi. e ci siamo riusciti, quelli di manzo creano davvero dipendenza! abbiamo provato anche il pollo alla cracovia condito con ananas, marmellata di mirtilli rossi e formaggio affumicato, che detta così sembra una roba iper pasticciata ma è invece una piccola squisitezza.

risotti & dintorni - cracovia

il pomeriggio abbiamo investito altri 5 euro in un taxi se a milano i taxi costassero così probabilmente non camminerei più per andare in via lipowa 4, a visitare la famosa fabbrica di schindler che oggi altro non è che uno dei migliori musei della città. ripercorre infatti gli anni dell’occupazione nazista a cracovia, dal 1939 al 1945, offrendo uno spaccato della tragedia vissuta dal popolo ebreo in quel periodo, attraverso installazioni interattive, fotografie, filmati e reperti originali. da un lato è veramente un peccato che si sia perso lo spirito della fabbrica, di cui rimane solo l’ufficio di oskar schindler, una vetrata piena delle pentole che producevano e un paio di carrelli per i trasporti al suo interno. nessuna traccia delle sale in cui lavoravano le 1200 persone salvate (per scelta o per opportunismo? il museo non risponde a questa domanda) da schindler. dall’altro il museo è quasi fondamentale per comprendere appieno come è cambiata la città durante quegli anni.

risotti & dintorni - schindler

risotti & dintorni - schindler

risotti & dintorni - cracovia

dopo aver passato la quasi totalità del pomeriggio all’interno della fabbrica, tornando verso il centro abbiamo deciso di fermarci da cukiernia jagiellonska a bere un tè e gustare un muffin e una fetta di torta, per scaldarci in attesa della serata allo stadio, a vedere il ks cracovia giocare contro il pogon szczecin (stettino in italiano).

risotti & dintorni - cracovia

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no, non sono masochista, era un regalo per lui. ma devo proprio ammettere che andare allo stadio è un buon modo per immergersi nella cultura del luogo in cui si è, perché il tifo svela tanto del comportamento di un popolo si noi italiani siamo i peggio. ad esempio, in polonia le formazioni delle squadre avversarie non vengono fischiate ed è stato quasi commovente sentire quel rispettoso silenzio durante l’elenco di numeri e giocatori. fa niente se poi i tifosi del pogon all’82esimo della partita, quando le mie dita erano ormai atrofizzate da tempo e stavo per festeggiare la fine del match, si sono messi a lanciar fumogeni sugli spalti degli avversari. tutta esperienza, direbbe qualcuno.

risotti & dintorni - cracovia

[leggi anche cracovia: fondaco dei tessuti, mercato sotterraneo, città vecchia e pierogi]

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