ho detto di si

e sto parlando proprio di quel si lì, quello che ti stravolge i programmi perché ogni momento libero hai qualcosa da pensare o da preparare, quello che ti fa passare ore attaccata al computer a cercare spunti, idee e consigli in preda alla disperazione, quello che ti fa porre domande a te stessa che mai avresti pensato di poterti porre (che fiori voglio in chiesa? fiori? chiesa?), quello che ti fa comprare otto chili di riviste e scopri pure che una è di enzo miccio, quello che però ho un anello al dito buttalo via, quello che ogni tanto ti fa chiedere ma perché non ho detto di no.

esistono svariati tipi di donna a questo mondo, oserei direi milioni perché una uguale a un altra è pressoché impossibile. per quanto riguarda il matrimonio le categorie di donne sfumano da quella che vuole sposarsi da quando aveva sei anni e aspetta solo quello e quando arriva è la gioia della vita a quella che non ci pensa nemmeno e anzi è solo un inutile pezzo di carta semmai per questioni legali e basta.

io sono sempre stata molto, molto tendente alla seconda categoria. dico molto e non totalmente perché io l’anello lo volevo, la proposta anche ma mi sarei fermata volentieri lì.

mr & mrs

questo è quello che ho imparato in questi primissimi mesi di preparativi matrimoniali:

  • invito e partecipazione non sono la stessa cosa. evitate di farvi guardare con orrore dall’amica wedding addicted dando per scontato che lo siano, a quanto pare non saperlo è stato nominato crimine contro l’umanità;
  • l’abito dei sogni esiste e costa suppergiù trentaduemila euro;
  • quando proverete il primo abito da sposa i casi sono due: o vi emozionerete tantissimo perché non vedevate l’ora oppure farete come me, che sarei voluta fuggire in groppa a un cavallo come in quel film (ma dal secondo abito in poi avrei voluto semplicemente comprarli tutti, magari quello a forma di meringa abnorme no ecco, ma gli altri… si, forse era meglio prima);
  • location per fare il ricevimento ce ne sono tante ma ognuna avrà quella piccola gigante cosa che non vi andrà proprio giù (una chiude troppo presto, l’altra è troppo rustica, una è troppo sontuosa, l’altra ha il menu della sagra della porchetta di ariccia, una prendereste a pugni il gestore, l’altra ha le tovaglie gialle che stonano e così via…);
  • i confetti non hanno più la mandorla dentro ma pistacchio, nocciola, tartufo nero, grand marnier e chi più ne ha più ne metta;
  • ci ho messo circa tre mesi per capire se le bomboniere fossero la scatolina coi confetti o il regalo che fai ad ogni invitato ma l’ho dimenticato quindi ho deciso che sono la fusione delle due cose. regalino con dentro i confetti e passa la paura;
  • il vino previsto all’interno dei preventivi non sarà mai abbastanza, ma mai nella vita e loro lo sanno e lo fanno apposta;
  • tutti ma proprio tutti i gestori delle location vorranno incontrarvi di persona. per accontentarli, prendetevi un’aspettativa dal lavoro di un annetto, il capo d’altronde capirà;
  • lo sposo non esiste;
  • bisogna fare il libretto per la chiesa, bisogna scegliere le letture e pure chi le legge: al via il torneo di lettura della bibbia in famiglia;
  • bomboniere (regalino + confetti, ribadisco) originali non ne fanno più al mondo, fatevene una ragione;
  • bisogna scegliere anche le canzoni per la chiesa e trovare qualcuno che le canti, credo che il mio sarà un matrimonio molto silenzioso;
  • le amiche più sensibili probabilmente piangeranno. e voi vi sentirete in colpa perché di lacrima non ve ne scende neanche una, se non quando vi chiedono come vanno i preparativi, allora riuscirete solo a rispondere con voce rotta: “voglio una segretaria”;
  • taglio della cravatta? taglio della giarrettiera? diciamo no a queste usanze barbare;
  • il corso prematrimoniale sarà comodamente di venerdì sera alle nove, io conto di arrivarci munita di negroni e spritz, a venerdì alterni;
  • quelle robe che stanno in cima alle torte nuziali a forma di sposo e sposa hanno un nome: cake topper. e non è necessario che abbiano quella forma lì;
  • una delle scelte più difficili della vostra vita sarà: faccio il tableu o non lo faccio? prima ovviamente non sapevate nemmeno della sua esistenza;
  • con qualsiasi tipo di musica vogliate deliziare i vostri invitati durante il ricevimento, sempre 250 euro alla siae dovrete dare;
  • i laureati in matrimoniologia a quanto pare sono moltissimi e amano diffondere il verbo.

dato che manca del bel tempo alla presunta data, conto di imparare ancora moltissime cose, che probabilmente non mi serviranno mai più nella vita, ma alla fine si, son proprio divertenti.


foto credits: pinterest
questo articolo è disponibile anche su medium

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