usa on the road: i grandi parchi nazionali

abbiamo costruito il nostro viaggio on the road sulla base dei grandi parchi nazionali, perché ne abbiamo voluti vedere il più possibile, incerti sul quando torneremo mai in zona. in media ne abbiamo girato uno al giorno (ma un giorno ne abbiamo visti addirittura tre) e li abbiamo intermediati con grandi città come san francisco, las vegas, san diego e los angeles.

yosemite national park

yosemite
mariposa grove e le sue giganti sequoie

arrivando da san francisco enterete nel parco dalla parte di hodgdon meadow e la prima cosa che dovrete fare (come in tutti gli altri parchi) è dirigervi al visitor center, dove grazie ai ranger capirete quali zone del parco sono aperte e quali no (sono frequenti gli incendi), potrete farvi consigliare sui percorsi più suggestivi ma soprattutto potrete lasciare la macchina in uno dei parcheggi disponibili (il parco ha un validissimo servizio di navette). lungo la strada per raggiungere il visitor center vi fermerete sicuramente ad ammirare l’half dome, una roccia granitica la cui cima si trova a più di 2600 metri di altezza, e el capitan, massiccio che raggiunge i 2300 metri e la cui parete verticale costituisce una delle sfide di alpinismo più estreme. subito dopo esserci informati al visitor center noi ci siamo diretti a mariposa grove, il regno delle sequoie giganti, una zona incantevole ed incredibile, sembra davvero impossibile che possano esistere degli alberi così imponenti. un altra zona da non perdere è quella del glacier point, dalla quale si godono delle viste spettacolari. potrete poi uscire dal parco percorrendo la suggestiva tioga road che vi porterà verso la zona dei mammoth lakes.

death valley national park

death valley zabriskie point
zabriskie “antonioni” point

visitare la death valley ad agosto non è una cosa semplice. lo fanno in tanti, è vero, ma delle precauzioni vanno effettivamente prese, come ad esempio premunirsi di un bel po’ di litri d’acqua, come consigliano sul sito ufficiale. il caldo è umido, soffocante, insopportabile e stremante, anche fare quattro passi può rivelarsi difficoltoso. se arriverete dalla zona dei mammoth lakes entrerete nel parco dall’eastern sierra interagency visitor center (attenzione: qui non vendono nè acqua nè cibo! compratela prima o aspettate più tardi). le prime forme di vita le incontrerete dopo un oretta circa, a panamint springs, oppure ancora più in là a furnace creek. i punti di interesse all’interno del parco sono molti ma, restando sulle strade più battute che è meglio, vi consiglio: mosquite flat sand dunes, zona desertica con dune di sabbia bianca, mosaic canyon, intere pareti di marmo bianco, artist’s drive, canyon di pietra vulcanica multicolore, zabriskie point, da cui prende nome il film di antonioni e badwater basin, il famoso punto più basso del nordamerica, il deserto di sale (attenzione a camminarci sopra, perché le suole delle scarpe… si sciolgono!). da badwater, per andare verso las vegas, vi dirigerete poi verso l’uscita del parco ma non credete che ci voglia poco: almeno tre ore, in mezzo al nulla.

zion national park

zion
uno scorcio lungo il sentiero verso le emerald pools

non è fra i più conosciuti ma probabilmente è uno dei più belli. lasciate la macchina al visitor center e prendete le navette per raggiungere punti di interesse come: count of patriarchs, emerald pools (che sono di color smeraldo solo in rari momenti dell’anno, non rimaneteci male), the grotto, angel landing, temple of sinawava. lo zion è il tempio delle escursioni, ce ne sono di tutte le difficoltà e di tutti i tipi, fra le più semplici una molto bella è sicuramente quella che porta fino alle emerald pools e poi verso the grotto per scendere fino al virgin river dove fare un bel bagno ristoratore.

bryce canyon national park

bryce
inspiration point al tramonto

innanzitutto se arriverete al bryce dallo zion attraverserete in macchina il red canyon con un panorama che dire mozzafiato è dire poco, quindi fotocamere alla mano. nel bryce canyon è possibile entrare con la macchina e raggiungere i vari punti di interesse. i classici ma non per questo meno belli sono quelli compresi nell’amphitheater: sunrise point, sunset point e inspiration point. scegliete uno dei tre e se potete veniteci al tramonto, non lo scorderete mai più. se non volete muovere la macchina ma far andare i piedi, i tre punti sono uniti da una parte del rim trail, un bel percorso nemmeno troppo difficile. una volta visitata questa zona, è possibile spingersi fino all’estremo sud del parco, verso rainbow point dove c’è il bristlecone loop, un percorso di circa 1 miglio da fare a piedi, e una miriade di punti di interesse fra cui il natural bridge.

antelope canyon navajo tribal park

antelope
la magia delle pareti dell’antelope canyon

non potete entrare nel parco da soli ma solo accompagnati dai navajo. prenotate prima se andate come noi nelle settimane clou dell’anno (le prime due di agosto) perché nonostante l’offerta sia alta lo è anche la domanda. l’antelope canyon non può che lasciare senza fiato, con i suoi mille colori, le sfumature, le pareti lisce, le strettoie, i giochi di luce, le fessure che sembrano formare dei cuori. è un qualcosa di difficile da descrivere ma è forse uno dei parchi più belli di tutto il nordamerica.

horseshoe bend

horseshoe
horseshoe bend e le sue acque color smeraldo

non è un parco ma un punto di interesse, un meandro (si, ho guardato su wikipedia, non sapevo come descriverlo) del colorado river che va a formare una U. spettacolare.

goosenecks state park

goosenecks
goosenecks, ovvero collo d’oca, chissà perché

in questo parco potrete ammirare i canyon creati dal san juan river in milioni di anni. la vista assomiglia molto all’horseshoe bend ma… è doppia!

monument valley navajo tribal park

monument
una vista inconfondibile, la monument valley

a differenza dell’antelope, in questo parco avete la possibilità di entrare con mezzo proprio ma… pensateci bene. il terreno è molto disconnesso, parecchio sabbioso e alla prima pioggia potreste rischiare di rimanere completamente impantanati! noi abbiamo scelto un tour guidato anche perché ci sono punti molto belli del parco nei quali possono portarti solo i navajo, come a vedere le iscrizioni dei primi insediamenti della zona, che ci ha portato fra elephant butte, the three sisters, camel butte, totem pole, artist’s point, eagle eye e il famoso john ford’s point.

grand canyon national park

grand canyon
il primissimo punto panoramico sul grand canyon

il re dei parchi per noi è stato anche l’ultimo dei parchi. anche qui vi conviene lasciare la macchina al visitor center e proseguire con l’intensissimo servizio navette. ci sono molte linee ma la maggior parte dei punti di interesse si trovano sulla linea rossa e su quella arancione. potrete così raggiungere punti come the abyss (terrazza di vetro sul canyon), maricopa point (da qui si vede anche il colorado river), powell point, hopi point, pima point ma anche yaki point da cui noi abbiamo visto un tramonto mozzafiato seduti sulle rocce del canyon. è il più commerciale dei parchi, dove c’è il visitor center l’impressione è di essere all’interno di un centro commerciale piuttosto che sul ciglio di un canyon di quella portata, ma è inutile, nulla può togliergli la sua bellezza.

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