pasqua trappista – parte prima

il belgio è un paese estremamente sottovalutato.
perfino io, che del mondo raramente sottovaluto qualcosa, lo avevo un po’ snobbato dopo aver visitato, lo scorso anno, la capitale bruxelles.
in quel caso erano più o meno bastati un sabato e una domenica per girare la città, certamente in modo poco approfondito e soprattutto perdendosi in cioccolaterie e biscotterie che tempestano il centro della capitale.
devo ammetterlo, bruxelles non mi aveva particolarmente entusiasmata, offuscata probabilmente dalla maestosità di praga, visitata solo un mese dopo. una bella città nordica, dalla classica architettura ma… si, questa è un’altra storia.

quando qualche tempo fa, a cena con amici a discutere di viaggi fatti, viaggi in programma e viaggi che avremmo voluto fare ci siamo ritrovati da un momento all’altro a guardare i voli sul sito di ryanair e a prenotare su due piedi l’economicissima andata e ritorno per bruxelles charleroi non avrei mai pensato di vivere tutto quello che ho vissuto visitando le ardenne e una pizzico di vallonia attraverso le abbazie di frati cistercensi che producono la famosa birra trappista.

il primo giorno di quattro, affittata la macchina a charleroi, siamo subito andati a namur, capoluogo della vallonia nonchè città universitaria, a fare quattro passi e immergerci nel luogo. proprio di fianco all’università, nascosto in un angolo, abbiamo scovato una piccola brasserie nella quale abbiamo deciso di fermarci a bere la prima birra del viaggio.

namur, le chapitre

presa una mini-sbronza da lingua francese semi-sconosciuta e birra ordinata a caso con tasso alcolico imbarazzante, ci siamo diretti a dinant.
dinant è una piccola cittadina che sorge sulle rive della mosa all’ombra di una enorme fortezza, famosa per aver dato i natali ad adolphe sax, inventore dell’omonimo strumento.

dinant

dinant

abbiamo mangiato il piatto tipico belga, le cozze, in un posticino in centro leggermente defilato che le serve in mille modi diversi, tra i quali io ho scelto quelle al roquefort, per poi andare a dormire in un piccolo ristorante con camere appena fuori città, immerso nel verde della campagna belga.

dinant, le roi des moules

dinant

il secondo giorno ci siamo svegliati pronti per il programma della giornata: finalmente le abbazie. la prima alla quale abbiamo fatto visita è stata l’abbaye de maredsous, un imponente complesso grigio pietra che perfettamente si fondeva con i prati circostanti, gli alberi appena in fiore e l’edera sapientemente coltivata nei chiostri. sapevamo che, seppur fossero le 10 di mattina, ci aspettava già una bella degustazione di birre (tre, per la precisione), quello che non ci aspettavamo è che all’interno dell’abbazia non producessero solo quella, bensì anche formaggi, pane e molte altre ghiottonerie.

abbay de maredsous

abbaye de maredsous

abbaye de maredsous

la seconda tappa della giornata è stata la maison leffe, di nuovo in zona dinant, su un piccolo promontorio dal quale domina tutta la cittadina. al contrario della precedente, che ne produceva solo tre, a leffe di birre ce ne sono nove (molte delle quali non vengono esportate) ma per fortuna, dopo una visita al loro museo, ne abbiamo degustate “solo” tre, in un grazioso salottino i cui divani mi sarei portata a casa in spagoletta.

abbaye de leffe

abbaye de leffe

abbandonata anche la maison leffe, siamo andati a visitare le famose grotte di han. devo ammettere che non ero proprio entusiasta inizialmente, non avendone mai viste prima pensavo “sono solo grotte”. e invece. invece la meraviglia.

grotte di han

grotte di han

subito dopo il giretto sottoterra, ci siamo diretti verso l’abbaye de saint-remy che purtroppo non era però visitabile, quindi ci siamo diretti in una brasserie nella quale abbiamo potuto bere la famosa birra trappista rochefort a suon di taglieri di formaggi e pane caldo.

rochefort

fine delle abbazie per il secondo giorno, ma abbiamo passato quel che restava del pomeriggio a durbuy, il paese più piccolo del mondo, per poi dirigerci a passare la notte a la roche en ardenne, dentro un antico mulino.

durbuy

moulin de la strument

(continua…)


i miei indirizzi utili:

le chapitre: deliziosa brasserie in quel di namur
auberge le frayr: immersi nel verde belga
le roi des moules: il re delle cozze, ca va sans dire
abbaye de maredsous: una bellissima abbazia, una buonissima brasserie
abbaye de leffe: nove tipi di birra da degustare, molte delle quali non vengono esportate
abbaye de saint remy de rochefort: non è visitabile, ma merita un passaggio da fuori
couleur basilique: una moderna brasserie a rochefort
brasserie ardennaise: concedetevi un dolce nel paese più piccolo del mondo
auberge moulin de la strument: come resistere ad una notte in un mulino?

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