cronache di un per-corso prematrimoniale

non è sempre facile scegliere di sposarsi quando si hanno due punti di vista religiosi molto lontani. lo si fa, l’han fatto in tanti, ma i punti oscuri sono molti e c’è tanto da discutere e decidere prima di intraprendere un percorso così importante.
fondamentalmente, sono discussioni pallosissime e tutte molto serie e profonde che ti costringono a riflettere su chi sei, chi è la persona che hai davanti, cosa vuoi, cosa vuole quella persona.
sei costretto ad esempio ad elaborare il possibile futuro arrivo di figli e come dovrebbe essere impostata la loro educazione.
tu, che dieci giorni fa hai bevuto tre mojito di troppo alla cena aziendale. tu, che provi a far stare lontani i gatti dal lavandino ma loro imperterriti ci entrano lo stesso. tu, che a fatica da gennaio sei arrivata a programmare giugno ma più in là proprio non lo vedi cosa ci sia. tu, che hai ancora un 2 davanti, leggi topolino e fai morire le piante sul balcone.
tutto d’un tratto ti ritrovi grande, adulto, con una montagna di responsabilità sulle spalle perché tu – come tutti d’altronde – non è che ti sposi “così” ma le tue certezze le hai. riusciranno a collimare con le sue?

couple

compromesso è la parola chiave ma non da sola perché spesso i compromessi pendono troppo da una parte e troppo poco dall’altra: insieme al compromesso ci vuole l’equilibrio.
e poi ovviamente il rispetto per l’altra persona e per quello che crede (o che non crede).
e poi ci vuole amore. ma tanto, tanto, tantissimo amore. che anche solo con un briciolo in meno ti passa la voglia perfino di cominciarle certe riflessioni.
insomma, ce ne vogliono di cose e noi ce la stiamo mettendo tutta. a fatica, discutendo, dialogando, confrontandoci e prendendoci in giro ci facciamo strada fra tutte queste novità che ci si sono parate davanti.
di bello abbiamo soprattutto l’ironia – sdrammatizzare è uno dei nostri comandamenti – e al per-corso prematrimoniale ci stiamo divertendo… così:

responsabile delle coppie guida: “leggiamo il salmo numero 128, perché i salmi sono…” (mi guarda)
io: “… importantissimi!”
responsabile: “…150.”

coppia guida: “… perché il matrimonio è un qualcosa di molto pubblico: è il vostro ingresso nella comunità (ndr: parrocchiale)
lui: “ecco, noi invece viviamo il matrimonio come una cosa molto privata. potessimo, ci sposeremmo soli per poi festeggiare con parenti e amici, ma solo dopo”
io: “esatto, lo vediamo come un qualcosa di intimo”
coppia guida: “intimo va bene, privato proprio no, perché tu ti sposi anche con cristo”
io: “ma non ti chiamavi lorenzo?”

coppia guida: “nel matrimonio ci vuole molto impegno ma dev’essere un impegno sempre sincero e totalmente spontaneo…”
io: “ma guardi, io dubito che lui verrebbe mai spontaneamente all’ikea”

coppia guida: “ci deve essere un motivo, uno profondo, per cui avete deciso di sposarvi e non, ad esempio, di continuare la convivenza”
io: “ah, io lo faccio per lui” (e mo so cazzi tua)

coro maschile: “io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda”
io: “non ti montare la testa”

to be continued… forse.


foto credits: pinterest
questo post è disponibile anche su medium

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